Perché un plastico ferroviario?

Faccio parte da circa 10 anni di questa associazione e ho visto tante persone farne parte, ma soprattutto ho visto pochi giovani. Questi ultimi potrebbero davvero darci una grossa mano. La mia generazione è passata dall’analogico al digitale che ci ha consentito a livello di ferromodellismo un enorme salto di qualità. Abbiamo dovuto imparare il funzionamento del decoder, capire le sue peculiarità e le sue potenzialità; abbiamo realizzato cose impensabili: l’arrivo e la partenza graduale di un treno presso le stazioni, la simulazione del rumore di una locomotiva a vapore, il passaggio a due direzioni di due treni su una stessa linea ferroviaria, l’alimentazione della linea aerea e così via. Bene, i giovani oggi si affacciano a questo mondo con grande facilità, sono “nati nell’era digitale”, ma pochi entrano a far parte del mondo del ferromodellismo. Mi sono chiesto tante volte il perché. Ecco alcune considerazioni:

  • I costi di acquisto del materiale rotabile e del materiale paesaggistico;
  • La difficoltà nel trovare gli spazi dentro casa per realizzare un piccolo plastico o diorama;
  • La necessaria capacità o meglio la manualità necessaria per realizzare i plastici.

A tutte queste considerazioni si riesce sempre a dare una risposta o meglio una spiegazione più o meno accettabile che illustra le difficoltà realizzative. Quindi rimane un’ultima considerazione: realizzare un plastico per provare le emozioni di un treno a vapore, un treno diesel o un treno TAV ecc.

Una parola mi ha acceso la lampadina “emozioni”. Ecco, è quello che si provava quando in estate si viaggiava con un treno a vapore, affacciarsi al finestrino, essere schiaffeggiati dal vento, la fuliggine che ti entrava negli occhi e stavi male per almeno due giorni, oppure le gare che facevano i ragazzi a restare fermi senza scappare ai passaggi a livello con cancelli a rete, al passaggio di quelle enormi locomotive che facevano tremare terreno, case e tutto quanto intorno mettendoci una paura tale da scappar via. Paura che cercavamo di superare restando fermi di fronte a tanta potenza. Ecco, allora, il plastico o diorama che sia, deve suscitare e riproporre queste emozioni che oggi si possono rivivere in alcuni treni storici proposti in Lombardia, Veneto, Abruzzo ed altre regioni. Oggi, tranne pochissimi, i treni, sono tutti ultraveloci e ci fanno provare altre emozioni come la velocità, tempi rapidi per spostarsi, comodità e così via. Emozioni diverse ma sempre “emozioni” che fanno palpitare il cuore, l’animo di un viaggiatore e dei bambini. E’ la stessa sensazione che si legge nei visi di bambini e ragazzi quando vengono a visitare la Nostra Associazione e vedono funzionare il plastico. Un treno che entra o esce da una galleria, il fumo che esce dalla ciminiera di un locomotore, la riproduzione del suono metallico delle grandi ruote del locomotore a vapore, il passaggio frenetico di un treno TAV ecc, tutte cose ed altre che fanno leggere negli occhi del visitatore e in particolare dei bambini/ragazzi “stupore”, “gioia” e “felicità”. Perché quelle emozioni loro le possono vivere solo nel plastico e soprattutto quando potranno realizzarlo tutto o in parte. Ma l’emozione più esaltante è la realizzazione di quanto progettualmente si ha in mente. Poi nella realizzazione si troveranno applicate nozioni di fisica, di elettricità, magnetismo, onde acustiche differenti per la riproduzione dei suoni e tante altre da scoprire. Ecco perché ho voluto, voglio e vorrò realizzare un plastico ferroviario o un diorama.

Auguri di Buon Natale 2021 e…… VENITECI A TROVARE